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Autore: ENZO PEDROCCO

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Da 0 a 170 consumi meno di 4 ettari Da 170 a 370 consumi tra i 4 ed i 6 ettari Da 370 a 570 consumi tra i 6 ed i 7,7 ettari Da 570 a 770 consumi tra i 7,7 ed i 10 ettari Oltre 770 consumi oltre 10 ettari

Hanno partecipato 70667 persone

La cifra che ti è apparsa, nel caso tu abbia completato correttamente il questionario, mostra l’impatto che i tuoi consumi e il tuo stile di vita hanno sulla superficie terrestre. Come già detto è solo una versione molto semplificata di calcolo per l’impronta ecologica che tuttavia può dare indicazioni sulla sostenibilità delle tue abitudini e permetterti allo stesso tempo di riflettere su “comportamenti insostenibili” che spesso anche inavvertitamente si adottano. Confronta la tua impronta con le cifre riportate e trai tu stesso le eventuali considerazioni.

Analizziamo l' impronta ecologica

La superficie e le aree marine biologicamente produttive a disposizione dell’uomo su scala mondiale è pari a 1,8 ettari pro capite.[1] Questi 1,8 ettari sono quindi il valore di riferimento per mettere a confronto le impronte ecologiche delle differenti popolazioni e calcolarne la loro più o meno sostenibilità. Se l’impronta ecologica supera l’area biologicamente produttiva a disposizione ci si trova di fronte ad un deficit ecologico.
Secondo uno studio del WWF et al. [1] nel 2001 l’Impronta Ecologica mondiale è di 2,2 ettari di superficie a persona. Questo dato, insostenibile perché superiore alla capacità ecologica disponibile pro capite, ci deve far riflettere ancor più se si considera che rappresenta solo un valore medio tra tutte le impronte ecologiche dei diversi Stati e che nasconde, quindi, una più o meno accentuata iniquità tra questi. I paesi più ricchi, infatti, hanno un consumo di risorse ed una produzione di rifiuti più elevata di quella dei paesi poveri per cui questi ultimi vedono parte delle loro terre “sfruttate” e “consumate” delle popolazioni ricche. Di torta ce n’è una sola e se qualcuno prende la fetta più grande, gli altri devono accontentarsi dei ciò che avanza.

L’impronta ecologica italiana

L’Italia, ad esempio, presenta un’impronta ecologica pari a 3,8 ettari di superficie a persona, a fronte di una sua capacità ecologica di circa 1,1 ettari di superficie a persona. Per sostenere i consumi nazionali abbiamo, quindi, bisogno di una superficie pari a 3,5 volte quella realmente disponibile. Il nostro deficit ecologico è, quindi, colmato utilizzando la natura e le risorse di paesi che hanno un impronta ecologica ancora “in attivo”.
Dati simili si riscontrano per numerosi paesi industrializzati (gli Stati Uniti, ad esempio, hanno un’impronta ecologica di 9,5 ettari di superficie a persona rispetto ad una capacità biologica disponibile 4,9 ettari di superficie pro capite) mentre i paesi poveri presentano impronte ecologiche molto basse (ad esempio, il Pakistan ha un’impronta ecologica di 0,7 ettari pro capite) e che quindi permettono di compensare in parte il deficit ecologico dell’Occidente.
Vi sono però anche eccezioni illusti: Australia, a fronte di una impronta ecologica pari a 7,7 ha una capacità biologica di 19,2 con una riserva quindi di 11,5 ettari procapite.

Note

[1] WWF, Global Footprint Network e UNEP World Conservation Monitoring Centre (2004), “2004 Living Planet Report” disponibile all’indirizzo http://www.panda.org/news_facts/publications/general/livingplanet/index.cfm

Da leggere e da consultare

Nicky Chambers, Craig Simmons, Mathis Wackernagel (2002)
Manuale delle impronte ecologiche. Principi, applicazioni esempi
Edizioni Ambiente
Scheda libro